Repubblica.it - Progetto Libellula, ascolto e difesa delle donne sul lavoro

  • 17/02/2020
  • 09:00
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Una task-force di specialisti negli stabilimenti delle imprese che aderiscono all’iniziativa, cerca di abbattere stereotipi e scardinare convinzioni sbagliate attraverso workshop, giochi in pausa pranzo e laboratori
Una task-force di specialisti negli stabilimenti delle imprese che aderiscono all’iniziativa, cerca di abbattere stereotipi e scardinare convinzioni sbagliate attraverso workshop, giochi in pausa pranzo e laboratori.


Un’idea incubata in azienda che si è poi diffusa tra scaffali di supermercato, nastri trasportatori e scrivanie per eliminare la discriminazione di genere nei luoghi di lavoro. Perché il modo migliore per combattere il nemico è colpirlo al proprio interno. È nato così “Progetto Libellula”, una task-force di specialisti che, negli stabilimenti delle imprese che aderiscono all’iniziativa, cerca di abbattere stereotipi e scardinare convinzioni sbagliate attraverso workshop, giochi in pausa pranzo e laboratori. Ma che, in presenza di casi di violenza, per la maggior parte domestica, sostiene le donne tramite un servizio di consulenza telefonica indicando loro il centro specializzato più vicino dove poter trovare un aiuto.

Dai 23mila dipendenti di Esselunga agli impiegati di Oracle e Zurich, sono 31 le imprese che compongono un network capace di coinvolgere migliaia di lavoratrici e lavoratori. “Prima della fase operativa – spiega Giorgia Ortu La Barbera, psicologa e responsabile scientifica del progetto – facciamo compilare a tutti un questionario, in forma anonima, per avere la percezione di quanto gli stereotipi di genere siano diffusi. Chiediamo poi alle donne se, nel corso della loro vita, siano state almeno una volta vittima di violenza”. Le risposte affermative toccano il 25 per cento, un dato in linea con il 30 registrato a livello nazionale dall’Istat.

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