Vuoi cambiare lavoro? Scegli il partner giusto

  • 16/09/2017
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8, 18, 48, 72. Non sono numeri della lotteria ma i mesi che, secondo la rivista americana Fortune, ogni lavoratore ...


8, 18, 48, 72. Non sono numeri della lotteria ma i mesi che, secondo la rivista americana Fortune, ogni lavoratore dipendente dovrebbe tenere presente nel pianificare la propria carriera e gli eventuali cambi di impiego. Certo, il mercato del lavoro statunitense è profondamente diverso da quello italiano, dove praticamente nessuno abbandona un posto prima degli 8 mesi che Fortune considera la soglia al di sotto della quale è assolutamente sconsigliabile cambiare impiego. Un anno e mezzo è considerato un periodo accettabile da un lato per poter dimostrare cosa si sa fare  e dall’altro per non farsi affibbiare l’etichetta di lavoratore incostante e inaffidabile. E se 4 anni (48 mesi) sono considerati il tempo giusto per lasciare il proprio impatto e sfruttare al massimo le occasioni di apprendimento e di crescita professionale (in America la media di permanenza in un posto di lavoro è di 4,6 anni), il traguardo dei 72 mesi è quello oltre al quale bisognerebbe davvero prendere in considerazione l’ipotesi del cambiamento. Per trovare nuovi stimoli e sperimentare nuove sfide professionali, se l’azienda in cui si lavora non offre possibilità di avanzamenti di carriera o di cambio di mansione.

Sebbene con lentezza, anche gli italiani stanno abbandonando la logica del posto fisso: secondo un’indagine realizzata lo scorso anno da Adecco (“Gli italiani e il lavoro a tempo indeterminato: fra mito e realtà”) per il 59,6% dei lavoratori italiani in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato quello che conta, più che la stabilità, sono le prospettive di crescita professionale che offre.

Cambiare lavoro è però una scelta impegnativa: a meno che non ci si trovi in una situazione di grande disagio, è naturale vivere come un azzardo la scelta di abbandonare un posto sicuro per un ambiente nuovo, con tutti i rischi che questo comporta. Per questo è importante affidarsi a un partner professionale, che sappia valutare correttamente le qualità professionali del candidato ma anche la sua adattabilità al nuovo contesto lavorativo.

“Noi di Spring facciamo proprio questo”, spiega Francesco Manzini, director di Spring Italy. “Troviamo i talenti più adatti per ogni organizzazione con una metodologia di lavoro ben precisa: i nostri consulenti affiancano l’azienda fin dall’inizio, per capire al meglio le caratteristiche richieste ai candidati, anche dal punto di vista del tipo di cultura aziendale. Poi definiscono la metodologia della ricerca, selezionano una short list di profili e seguono sia i colloqui che la prima fase di inserimento del candidato, per non lasciarlo solo nella fase delicata dell’ingresso nella nuova realtà lavorativa”.

L’organizzazione di Spring, suddivisa in diverse aree di specializzazione (Banking & InsuranceEngineeringFinanceLegalIt & Digital,RetailSales & Marketing) garantisce poi una profonda conoscenza delle dinamiche e delle richieste dei vari settori professionali. Spring fra l’altro è presente su tutto il territorio italiano, con sedi a MilanoVeronaPadovaFirenzeRomaNapoli e Bari: una caratteristica che consente maggiore vicinanza ai candidati e migliore conoscenza delle dinamiche, delle peculiarità e della vocazione produttiva delle varie aree italiane.

“Noi di Spring possiamo mettere in campo tutti i fattori che facilitano un candidato quando sceglie di cambiare lavoro”, spiega Giuseppe Guerra, director e responsabile dell’area Sud. “Abbiamo un network considerevole, che deriva sia dai 500 consulenti di Spring presenti in 15 paesi che dalla potenza di Adecco, con i suoi 31mila dipendenti in 60 paesi”. Il che significa poter veicolare la candidatura a una rete di aziende potenzialmente infinita, per candidati che vogliono restare nell’area geografica di riferimento ma anche per chi vuole spostarsi in Italia o all’estero.

Dal punto di vista delle aziende il metodo Spring garantisce rispetto alla possibilità di trovare il profilo più adatto alla realtà in cui deve essere inserito: “Ogni nostro consulente incontra ogni settimana 10/15 candidati del suo ambito di specializzazione, conosce praticamente tutto di loro, sa quali sono i migliori e verifica anche la loro disponibilità al cambiamento. Proprio per dare all’azienda il candidato giusto”, conclude Giuseppe Guerra.