Volontariato, una risorsa per la società e l’impresa

  • 15/05/2020
  • 14:35
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L’emergenza Coronavirus ha contribuito a portare all’attenzione di molti italiani un mondo che spesso viene sottovalutato: il volontariato. Nelle varie fasi e in differenti servizi si stima che quasi 100mila italiani abbiano prestato la loro opera in questo periodo.

L’emergenza Coronavirus ha contribuito a portare all’attenzione di molti italiani un mondo che spesso viene ignorato o sottovalutato: il volontariato. Nelle varie fasi e in differenti servizi si stima che quasi 100mila italiani abbiano prestato la loro opera in questo periodo. Una stima probabilmente per difetto, perché tiene conto delle persone che operano in strutture o associazioni riconosciute come la Protezione Civile, la Croce Rossa, la Caritas, il Banco Alimentare o le varie associazioni che gestiscono il servizio di ambulanze, ma non registra i moltissimi che si sono messi a disposizione individualmente per consegnare la spesa o i farmaci agli anziani, soprattutto nei piccoli Comuni.

Volontari e imprese

Negli ultimi anni il volontariato è entrato con sempre più decisione anche nel mondo delle imprese italiane. A cominciare dalle multinazionali, che hanno mutuato un modello da tempo presente nel mondo anglosassone, si sono diffusi i progetti che hanno alla base la messa a disposizione di un certo quantitativo di ore retribuite dei dipendenti per attività svolte in collaborazione con enti o associazioni non profit. Le attività sono le più diverse: si va dalla tinteggiatura di scuole o spazi comuni al servizio nelle cucine che distribuiscono pasti alle persone in difficoltà, dalla collaborazione con associazioni che lavorano nelle aree delle città più a rischio a servizi maggiormente legati all’attività aziendale come corsi di alfabetizzazione informatica. Un fenomeno su cui Sodalitas, la Fondazione voluta nel 1995 da Assolombarda per promuovere la responsabilità sociale d’impresa, ha voluto indagare con due report nel 2018 e 2019.

Non solo multinazionali

Dall’indagine promossa da Sodalitas emerge che quasi 6 aziende italiane su 10 hanno sperimentato attività di questo tipo, sia su sollecitazione diretta dei dipendenti che con attività promosse a livello corporate. E non solo multinazionali: si sta infatti progressivamente allargando anche il bacino di piccole-medie imprese che lo promuovono. Le motivazioni che portano a questa scelta sono la volontà di contribuire a sostenere progetti di enti o associazioni nella comunità di riferimento, sviluppare reti sociali per portare valore nel lungo periodo, favorire la visibilità e la reputazione aziendale. Ma interessanti sono soprattutto i risultati che le aziende registrano al loro interno: il 60% del campione ha riscontrato un maggior coinvolgimento dei dipendenti, il 49% il miglioramento del clima aziendale, il 38% un impatto positivo sul lavoro di squadra e il 28% un aumento della fidelizzazione dei dipendenti.

Il volontariato nel cv?

La domanda è lecita: è il caso di inserire le esperienze di volontariato nel proprio curriculum vitae? Per un manager con moltissime esperienze significative sicuramente segnalare un eventuale impegno nella Protezione Civile non sarà determinante per la scelta del selezionatore. Ma per i giovani alle prime esperienze o anche per chi sta cercando un cambio di carriera può essere un dettaglio significativo, che fa emergere rispetto ad altri profili. I manager possono però essere comunque un valore aggiunto per il mondo del volontariato, offrendo la propria esperienza a organizzazioni non profit o associazioni. Sempre Sodalitas ha da tempo un’esperienza in questo senso: grazie a manager che offrono gratuitamente le proprie competenze riesce ogni anno a mettere a disposizione di enti e associazioni 40mila ora di consulenza, pari al lavoro full time di 25 persone.