Il rientro in ufficio sarà all’insegna dell’hybrid work

  • 25/08/2021
  • 12:00
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Tempo di ritorno in ufficio. O meglio, tempo di ritorno al lavoro, perché se c’è una certezza è che nell’era post Covid gli uffici non torneranno a essere popolati come prima della pandemia. L’enorme esperimento sociale, che è stato necessario approntare per limitare la diffusione della malattia, ha portato all’improvviso circa 6,5 milioni di italiani a lavorare a distanza.

Tempo di ritorno in ufficio. O meglio, tempo di ritorno al lavoro, perché se c’è una certezza è che nell’era post Covid gli uffici non torneranno a essere popolati come prima della pandemia. L’enorme esperimento sociale, che è stato necessario approntare per limitare la diffusione della malattia, ha portato all’improvviso circa 6,5 milioni di italiani a lavorare a distanza. Nel frattempo, per alcuni di loro è ricominciato il lavoro in presenza, almeno per pochi giorni alla settimana: i dati dell’Osservatorio sullo smart working del Politecnico di Milano evidenziano che, con l’Italia in zona bianca, i telelavoratori si sono ridotti a 5,35 milioni, di cui 1,72 milioni nelle grandi imprese, 920mila nelle PMI, 1,23 milioni nelle microimprese e 1,48 milioni nella Pubblica Amministrazione. E a settembre cosa accadrà?

Da smart a hybrid

Sempre i dati del Politecnico ci aiutano a capire meglio: il 70% delle grandi aziende aumenterà sicuramente la percentuale di smart working praticata nel pre-pandemia, proponendo ai dipendenti una media di 2,7 giorni la settimana di lavoro da casa. A conferma di questa tendenza, il fatto che il 50% delle imprese ha già programmato opere di ristrutturazione degli uffici per adeguarli al minore afflusso di persone. D’altra parte sono due i dati emersi con forza in questo periodo: non si sono avverate le paure di chi prevedeva problemi di produttività, anzi è stato dimostrato un miglioramento con lo smart working; di conseguenza, è possibile ridurre lo spazio fisico degli uffici, adottando soluzioni che permettono un notevole risparmio di risorse. People.AI, un’azienda americana del settore dell’intelligenza artificiale, dall’inizio della pandemia ha ripensato completamente il modello fisico: ha ridotto l’heaqdquarter, chiuso alcune sedi periferiche e ha reinvestito l’85% del budget immobiliare in viaggi per i dipendenti. Deloitte ha fatto una stima del costo per dipendente dello spazio ufficio: se nel 2019 si investivano dagli 8 ai 14mila euro l’anno per dipendente, con il Covid e le necessità connesse alla sicurezza il costo di una scrivania è salito a 12/20mila euro l’anno. Alcune grandi Corporation americane, con recenti investimenti rilevanti in sedi di prestigio, stanno cercando di riportare in sede i dipendenti, ma la partita è ancora tutta da giocare; ciò che è certe è che il futuro sarà caratterizzato da un mix il più possibile equilibrato fra lavoro a distanza e in presenza.

L'importanza del team

Detto che il lavoro a distanza ha dimostrato i suoi punti di forza, resta da lavorare sugli inevitabili fronti di debolezza. Per questo si comincia a parlare di hybrid work, una formula più bilanciata, che accantona totalmente i lunghi mesi di lavoro da casa che hanno creato senso di solitudine e difficoltà nel separare spazi privati e lavorativi, ma non dimentica, per esempio, che la riduzione del tempo di viaggio è stato uno degli elementi più apprezzati. Naturalmente non ci sarà una formula uguale per tutti e la tendenza dovrebbe essere per un’alternanza al 50% circa fra lavoro in presenza a distanza. L'hybrid work prevede anche un'ulteriore enfasi sull’autonomia non tanto del lavoratore, quanto del team di progetto di cui fa parte: presenze o assenze dall’ufficio dovranno quindi essere funzionali al lavoro del team e ancora più centrale sarà il ruolo del manager, che dovrà assolutamente modificare la modalità di leadership, risultando sempre meno “controllore” e sempre più “catalizzatore”.

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