Ripresa con luci e ombre per il mondo del lavoro

  • 01/09/2021
  • 17:00
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I segnali di ripresa dell’economia che si affiancano ai timori per le nuove varianti del virus; l’occupazione che dà timidi segnali di risalita mentre si impone il dibattito sull’obbligatorietà del Green Pass nei posti di lavoro; le prospettive aperte dal PNRR e i dubbi su tempi e modi del rientro definitivo in ufficio: in questo settembre in cui si cerca di immaginare una nuova normalità fatta di convivenza con il Covid, in cui non ci sono certezze sull’evoluzione della pandemia e l’imperativo è quello di provare a far ripartire l’economia, il mondo del lavoro vive una situazione fatta di luci e ombre.

I segnali di ripresa dell’economia che si affiancano ai timori per le nuove varianti del virus; l’occupazione che dà timidi segnali di risalita mentre si impone il dibattito sull’obbligatorietà del Green Pass nei posti di lavoro; le prospettive aperte dal PNRR e i dubbi su tempi e modi del rientro definitivo in ufficio: in questo settembre in cui si cerca di immaginare una nuova normalità fatta di convivenza con il Covid, in cui non ci sono certezze sull’evoluzione della pandemia e l’imperativo è quello di provare a far ripartire l’economia, il mondo del lavoro vive una situazione fatta di luci e ombre. Molti i temi al centro del dibattito e le novità annunciate (prima fra tutte quella riforma degli ammortizzatori sociali di cui si parla ormai da decenni); l’autunno ci dirà quali strade prenderà l’economia e quali mutamenti strutturali e permanenti avrà prodotto questa emergenza sanitaria.

Un po' di numeri

Dalla rilevazione Istat di luglio 2021 sulla forza lavoro, il primo dato che emerge è che, per il momento, i timori per la perdita di posti di lavoro dovuta allo sblocco dei licenziamenti si sono rivelati infondati. Anzi, se si fa il raffronto con lo stesso mese del 2020, il saldo degli occupati segna un +440.000, con un incremento dello 0,8% dei contratti a tempo indeterminato e un +14,4% di quelli temporanei. Ovviamente però, rispetto al periodo pre-Covid, il bilancio è ancora negativo per 260mila occupati, anche se dal mese di gennaio il dato dell’occupazione ha ripreso a salire. Rispetto a giugno, nel mese di luglio gli occupati sono cresciuti di 24mila unità, con una ripartizione percentualmente simile fra impieghi stabili e a tempo.

Il nodo del Green Pass

L’estate ha visto accendersi il dibattito sulla necessità o meno di avere il Green pass per accedere alle mense aziendali, con imprese che hanno scelto di omologare le mense ai ristoranti e lavoratori che hanno protestato anche con scioperi; una questione che si aggiunge all’altra, spinosissima, della possibile mancata copertura dell’Inps per i periodi di quarantena preventiva di coloro venuti in contatto con casi positivi. Il ministro Orlando ha dichiarato la sua disponibilità a rifinanziare il fondo Inps destinato a questi interventi, in assenza del quale c’è il rischio che i dipendenti possano essere chiamati a rimborsare il periodo di lavoro non prestato, che secondo alcuni conteggi comporterebbe un esborso di 500 euro per i dieci giorni di quarantena.

Fra smart working e ammortizzatori

L’unica certezza di questa fine estate è che non ci sarà il completo ritorno in presenza. La sola categoria che potrebbe vedersi ridotto di molto il lavoro a distanza è il pubblico impiego, per il quale il ministro Brunetta sta pensando a nuove norme; per il resto, la formula che sembra andare per la maggiore è quella 2/3, con tre giorni di presenza in ufficio, ma è evidente che si andrà per tentativi e aggiustamenti continui. Evidenziando alcuni temi di riflessione, l’iniziativa di Google, che pagherà meno i lavoratori che scelgono di fare smart working in zone in cui il costo della vita è più basso, è evidentemente inapplicabile in Italia, dove rimane comunque il tema di chi è stato costretto a spostarsi al Nord per lavoro e invece ora potrebbe rimanere nei luoghi di origine, sicuramente meno costosi. 

Tutto da scoprire sarà anche il piano che il ministro del lavoro Orlando ha anticipato nelle sue linee generali: con 4,9 miliardi di fondi europei dovrebbe infatti prendere il via il GOL (Garanzia di occupabilità dei lavoratori), che punta a riportare nel mercato del lavoro almeno 3 milioni di lavoratori “deboli” fra cassaintegrati, donne, giovani e occupati in settori considerati vulnerabili. Il progetto dovrebbe prevedere un consistente quantitativo di formazione, per aumentare l’occupabilità delle persone coinvolte.

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