Per farsi notare dai recruiter

  • 18/02/2020
  • 09:00
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Come si può far emergere il proprio profilo professionale nell’oceano di candidature dove “pescano” i selezionatori? Come distinguersi rispetto ai molti altri candidati che inviano CV e soprattutto usano i social network (non più solo Linkedin) per acquistare visibilità nei confronti di recruiter e aziende? 

La parola d’ordine è brandscaping

Come si può far emergere il proprio profilo professionale nell’oceano di candidature dove “pescano” i selezionatori? Come distinguersi rispetto ai molti altri candidati che inviano CV e soprattutto usano i social network (non più solo Linkedin) per acquistare visibilità nei confronti di recruiter e aziende? Lo sappiamo: fare personal branding in modo efficace è fra le attività più complesse per chi cerca lavoro o vuole costruirsi nuove opportunità di carriera. Ma è essenziale oggi e lo sarà ancora di più in futuro, quando il matching fra domanda e offerta sarà sempre più spostato verso i canali digitali. Perché è indubbio che il mondo virtuale offra opportunità prima impensabili, ma è altrettanto vero che è un ambito in cui distinguersi ed emergere non è così facile.

Spazio al brandscaping

Come tutti i neologismi anche questo arriva dagli Stati Uniti e da una delle più prestigiose e riconosciute testate di economia e management, Forbes. Che nell’individuare i trend del personal branding che caratterizzeranno il 2020 ha individuato proprio il brandscaping. Inteso come l’attività che porta a costruire il proprio personal branding con un lavoro di cesello, che progressivamente elimina tutto quello che è inutile, ridondante, che può distogliere l’attenzione. In sintesi, sostengono gli esperti della rivista americana, in un mondo del lavoro che è sempre più rumoroso perché sempre di più sono le persone che cercano di farsi sentire, è probabile che il vostro messaggio vada perso se non è assolutamente chiaro, coerente e costante nel tempo. E, perché no, sufficientemente conciso. 

Cosa fare?

Costruire un messaggio chiaro e coerente implica che prima si sia fatto un lavoro per identificare quali elementi fondamentali vogliamo veicolare. Partendo magari dal CV che utilizziamo solitamente può essere utile provare a chiedersi quali delle informazioni che contiene sono davvero essenziali; quali non ci rappresentano più; quali al contrario dovremmo inserire per fotografare la nostra professionalità come vogliamo che venga percepita all’interno. Facendolo con attenzione potremmo scoprire che per abitudine abbiamo lasciato esperienze di lavoro ormai passate, mentre non abbiamo inserito nuove competenze o attività molto particolari che potrebbero farci emergere. Un lavoro non semplice, che richiede anche una considerevole attività di analisi interiore. Ma che dovrebbe portare a identificare la cosa, la caratteristica, l’esperienza, il tipo di professionalità per la quale vogliamo essere conosciuti. E, di conseguenza, a comunicarla con forza e coerenza.

Tempo di video  

Non siete in questo momento interessati a un cambiamento di carriera ma volete essere pronti per affrontarlo nei prossimi anni? Cominciate ad acquisire dimestichezza con la comunicazione video. Già si vedono i primi segnali e non è più così raro, soprattutto in settori tecnologicamente avanzati, la richiesta di presentare un video-curriculum. Fra un paio d’anni potrebbe essere la normalità. Il video è sicuramente uno strumento più flessibile e ricco, più adatto a far trasparire il lato creativo ed emozionale delle persone. Ma è anche uno strumento che va maneggiato con cura, per evitare effetti indesiderati.