Voglia di cambiare? Questo può essere il momento per farlo

  • 28/07/2021
  • 17:30
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Se proviamo a pensare al filo conduttore che ha caratterizzato gli ultimi 18 mesi, non c’è dubbio che sia stata l’incertezza. Incertezza per la pandemia, per la situazione economica, per quella lavorativa, per l’incapacità dei vecchi modelli di adeguarsi a un mondo in rapida evoluzione.

Se proviamo a pensare al filo conduttore che ha caratterizzato gli ultimi 18 mesi, non c’è dubbio che sia stata l’incertezza. Incertezza per la pandemia, per la situazione economica, per quella lavorativa, per l’incapacità dei vecchi paradigmi di adeguarsi a un mondo in rapida evoluzione. Tuttavia, l’incertezza è stata anche la condizione di partenza che ha consentito cambiamenti epocali, come l’adozione su larga scala dello smart working persino in ambiti, come la Pubblica Amministrazione, dove mai avremmo immaginato si potesse introdurre. Questo lungo periodo di instabilità ha portato al ripensamento di molti modelli, a partire da quelli della città, ha fatto emergere nuove figure professionali e sta mettendo a disposizione risorse impensabili fino a poco tempo fa. Insomma, come diceva l’ex presidente Mao-Tse-Dong, “grande è la confusione sotto il cielo. La situazione è eccellente”.

Perchè non pensare al cambiamento?

La stagione è propizia: infatti, da sempre l’estate è il periodo in cui ci si può prendere una pausa o del tempo per mettere a fuoco obiettivi e priorità; è sicuramente il momento migliore per fare una sorta di "check up" della propria situazione professionale, soprattutto dopo gli sconvolgimenti portati dalla pandemia. Secondo la Pulse of American Worker Survey, metà dei lavoratori americani intervistati ha affermato che il Covid li ha portati a rivalutare i propri obiettivi di carriera, e il 53% cambierebbe lavoro se potesse. Aspetto ancora più interessante, le persone sentono che la pandemia ha dato loro maggior controllo sulla propria carriera. Quello che sicuramente sta succedendo è che il mercato del lavoro sta cambiando alla velocità della luce: alcune fra le professioni tradizionali sono destinate a scomparire o a mutare radicalmente, mentre altre si stanno affacciando e varrebbe la pena provare a conoscerle. Adecco ha analizzato le professioni del futuro e ha messo in fila 10 profili, spiegandone il ruolo e le principali caratteristiche. Potrebbe essere interessante scoprirli: https://www.adecco.it/il-lavoro-che-cambia.

Un check up di carriera

Non tutti, ovviamente, avvertono l’esigenza di cambiare lavoro, ma, anche se ci si sente a proprio agio nell'attuale professione, è comunque consigliabile effettuare dei “check up” periodici per verificare lo stato delle proprie competenze, un bagaglio che in questo momento storico tende a “invecchiare” velocemente. Meglio farli rivolgendosi a esperti come i career coach, che possono aiutare a capire i propri punti di forza e a individuare aree su cui è necessario investire attraverso percorsi di formazione. Se si decide invece di svolgere il check up in autonomia, bisogna prendersi il tempo necessario per portare a termine un lavoro di introspezione, per identificare con chiarezza aree in cui ci si è trovati in difficoltà (senza magari volerlo ammettere), carenze formative di cui si è sempre stati consapevoli, tendenze professionali che si intuiscono e a cui si è inconsapevolmente scelto di non prestare attenzione. L’individuazione di questi elementi evidentemente non basta: bisogna poi trovare il modo di colmare i gap individuati o formare le nuove competenze che ci porteranno a essere pronti ad affrontare le evoluzioni del mondo del lavoro.