Nelle aziende con più di 100 dipendenti arriva il Mobility Manager

  • 10/06/2021
  • 16:00
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Il decreto è stato firmato e ora si entra nella fase operativa: nelle aziende sopra i 100 dipendenti e nelle città con più di 50mila abitanti arriva la figura del Mobility Manager. A volerlo il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile Enrico Giovannini e quello della Transizione ecologica Roberto Cingolani, che hanno firmato la norma inserita nel cosiddetto Decreto Rilancio.

Il decreto è stato firmato e ora si entra nella fase operativa: nelle aziende sopra i 100 dipendenti e nelle città con più di 50mila abitanti arriva la figura del Mobility Manager. A volerlo il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile Enrico Giovannini e quello della Transizione ecologica Roberto Cingolani, che hanno firmato la norma inserita nel cosiddetto Decreto Rilancio. Il Covid riporta quindi in auge una figura che era già prevista dal decreto Ronchi del 1998, quando, per avvicinarsi agli obiettivi di riduzione delle emissioni previsti dal Protocollo di Kyoto, era stato varato un piano di mobilità sostenibile. Ora, secondo quanto ha dichiarato lo stesso ministro Giovannini, al Mobility Manager “spetterà capire come spalmare lo smart working lungo la settimana e come distribuire al meglio gli orari di scuole e aziende, per evitare il congestionamento sui mezzi pubblici” che è uno dei principali indiziati per la diffusione del Covid.

Cosa fa il Mobility Manager

Il decreto dà un indizio chiaro su quale sarà il ruolo di questa figura quando stabilisce che deve essere presente anche negli enti locali e nelle scuole: il punto infatti sta proprio nel coordinare il più possibile gli spostamenti e nel poter prevedere i flussi allineandosi con i servizi di trasporto pubblico. In azienda il Mobility Manager dovrà redigere il “piano di spostamento casa-lavoro”, verificando orari e mezzi pubblici o privati utilizzati dai dipendenti. L’obiettivo è naturalmente quello di ridurre l’uso dell’auto privata a favore dei mezzi pubblici o di altre forme di mobilità sostenibile come la bicicletta, anche concordando con le amministrazioni comunali alcuni incentivi, per esempio sotto forma di abbonamenti scontati al trasporto pubblico.

La gestione dei tempi della città

Il Covid ce lo ha insegnato: difficilmente torneremo alle metropolitane superaffollate nell’ora di punta. La scommessa è ora quella di riorganizzare i tempi della città, per esempio prevedendo orari di entrata in ufficio diversi da quelli dell’ingresso a scuola. Una mano a questa nuova organizzazione la darà sicuramente lo smart working, che, secondo tutte le previsioni, continuerà a coinvolgere i dipendenti almeno 1/2 giorni a settimana. Bisognerà comunque evitare che la scelta del lavoro a distanza si concentri a ridosso del week end, e al Mobility Manager spetterà costruire un piano per distribuire in modo omogeneo la presenza delle persone negli uffici. Quello che è certo è che il modello di vita e di spostamenti nelle città è destinato a cambiare radicalmente. Il sindaco di Milano Beppe Sala ha già annunciato un progetto  di presenza diffusa dei servizi, per consentire ai cittadini di raggiungere l’ufficio pubblico in non più di 15 minuti a piedi. Ma forse il modello vincente è quello progettato dalla sindaca di Parigi Anne Hidalgo, che ha annunciato non solo la pedonalizzazione degli Champs-Elysées, ma soprattutto l’investimento di 350milioni di euro per la creazione di una rete di piste ciclabili e l’eliminazione di 60mila parcheggi per auto.

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