Le persone prima di tutto: a Sparks of Knowledge il professor Mariano Corso

  • 16/11/2018
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Mariano Corso, professore ordinario di Leadership and Innovation al Politecnico di Milano, è stato il relatore di People 4.0, terzo incontro del ciclo Sparks Of Knowledge di Badenoch&Clark.


“La rivoluzione digitale è un vortice di trasformazioni che riguarda tutti i settori, a cui non si può sfuggire, ma che crea ansia e paura del cambiamento nelle persone”. Mariano Corso, professore ordinario di Leadership and Innovation al Politecnico di Milano, è stato il relatore di People 4.0. Scenari e strategie per guidare la trasformazione digitale HR applicata alle organizzazioni, terzo incontro del ciclo Sparks Of Knowledge, promosso da Badenoch & Clark per favorire il dibattito e l’approfondimento sui temi legati all’organizzazione del lavoro e alla gestione delle persone. E proprio intorno alla necessità di “mettere le persone al centro” si è sviluppato il suo intervento.

Gestire la rivoluzione digitale

“Inutile negarlo: siamo di fronte a una straordinaria opportunità, ma anche una trasformazione che sta cambiando l’assetto del mondo sotto i nostri occhi”, spiega il professor Corso. Un processo più avanzato nei settori a più alto tasso di digitalizzazione, ma che non potrà essere evitato nelle industries più tradizionali. Di cui c’è ormai una buona consapevolezza nelle grandi e medie aziende: “Secondo l’Osservatorio HR Innovation del Politecnico, il 97% dei direttori HR di grandi e medie imprese è consapevole di dover adeguare competenze e professionalità e il 91% ha già iniziato un percorso. Pochi però sono soddisfatti del risultato raggiunto”. Il perché è facilmente individuabile se si considerano i dati di un’altra ricerca, condotta sempre da Politecnico con Assochange: solo il 6% delle persone partecipa attivamente ai processi di cambiamento; il 24% mostra disponibilità, mentre il 57% ha un atteggiamento di passiva accettazione e il 7% addirittura lo ostacola. Insomma, anche se la rivoluzione digitale ha già cambiato, in meglio, molti aspetti della nostra vita quotidiana, per molti è ancora difficile accettarla al lavoro.

People (First) Strategy

“L’incertezza e la velocità del cambiamento generano paura, ansia, senso di impotenza, chiusura verso il nuovo”, ragiona Mariano Corso. “E le informazioni contraddittorie non aiutano: lo stesso World Economic Forum nel 2016 ha previsto una perdita di 5,1 milioni di posti di lavoro entro il 2020 a causa dell’automazione, salvo poi correggere la previsione nel 2018 valutando invece una crescita addirittura di 52 milioni”. Per questo diventa particolarmente importante creare in azienda una strategia digitale trasparente e coerente, che metta al centro le persone con le loro competenze e i loro bisogni di formazione. “Solo se si crea un clima di ingaggio che favorisce il cambiamento si avranno buoni risultati”.

Quale percorso?

Il professor Corso individua alcune tappe necessarie per affrontare con successo la rivoluzione digitale: “Il primo passo è delineare quali competenze, capacità e professionalità sono necessarie per affrontare le sfide, quali sono disponibili e quali sono da implementare”. A seguire c’è il processo di rivisitazione dei procedimenti di HR, con l’adozione di nuove tecnologie, un focus maggiore sulla valutazione e sui feedback, il cambiamento dei modelli di attività. Fortemente legate alle strategie HR sono le politiche di Employer Branding: “Una volta chiariti i profili e le professionalità che servono bisogna mettere a punto una strategia comunicativa coerente, che attragga e faccia rimanere in azienda le persone di cui si ha bisogno”. Evitando uno degli errori più comuni, quello cioè di creare una comunicazione sul brand che non rispecchia i veri valori dell’azienda. Gli ultimi due tasselli del mosaico sono lo sviluppo di un nuovo stile di leadership, in grado di sostenere il cambiamento e la crescita delle persone, e la creazione e condivisione di una cultura di innovazione e imprenditorialità. “In questo percorso introdurre politiche come lo Smart Working, che favorisce la responsabilizzazione e l’orientamento al risultato dei dipendenti è sicuramente un valore aggiunto”.

Un cambiamento che richiede tempo

Sviluppare una People Strategy è un processo complesso, che richiede tempo e non prevede scorciatoie”, sottolinea il professor Corso. “Va vissuto e dimostrato, non basta dichiararlo, come non basta semplicemente scegliere di farlo. Non è un processo che si possa mai dire concluso, perché non esiste un traguardo finale: è piuttosto un percorso entusiasmante, i cui benefici possono essere compresi e colti ad ogni passo. Ad ogni passo è infatti possibile scoprire come liberare nuove energie e nuovo entusiasmo nelle persone”.