L’impatto del Covid-19 sulla senior leadership (femminile e maschile)

  • 05/07/2021
  • 15:30
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Articolo a firma di Alexandra Andrade, SVP Professional Recruitment Head Southern Europe di Spring Professional e Badenoch + Clark, su Huffington Post. I cambiamenti legati all'impatto del Covid-19 sulla senior leadership hanno messo in difficoltà anche i più esperti, ma molti imprenditori hanno saputo reagire.

Il peso della responsabilità e il bisogno di cambiare in modo repentino e inatteso possono mettere in difficoltà anche i leader più esperti. L’impatto della pandemia sulla senior leadership, sia femminile che maschile, meriterebbe un ampio spazio nei dibattiti su lavoro ed effetti del Covid-19. Tra le motivazioni che hanno messo fortemente sotto pressione le capacità cognitive ed emotive dei senior leader, emerge l’urgenza di trasformare lo stile di leadership, con il lavoro da remoto che ha rivoluzionato le dinamiche e le relazioni con i collaboratori, nonché la necessità di dover prendere decisioni importanti in poco tempo, in una crisi dai contorni tanto imprevedibili. E poi, su tutti, il nodo della tecnologia che, introdotta massivamente nella vita delle aziende e in un lasso di tempo così breve, ha contribuito ad aumentare il gap tecnologico dei senior leader rispetto a figure anagraficamente più giovani.

D’altronde, la questione del gap tecnologico, specie relativamente al gruppo dirigente, è molto sentita dai vertici aziendali, soprattutto dopo che un’inchiesta del MIT ha scoperchiato il vaso di Pandora. Realizzata su un campione di 2000 aziende americane con un fatturato medio di 1 miliardo di dollari, l’indagine dimostra che solo il 7% delle imprese valutate è “digitally savvy” ai livelli top del team e che queste sono in grado di ottenere revenue più alte del 48% rispetto ai loro competitor.

Tuttavia, molti imprenditori hanno saputo reagire. Per ridurre il gap, hanno adottato alcune delle strategie delle aziende “digitally savvy”. Sono partiti dalla misurazione del livello di competenze digitali del management, hanno poi identificato le figure con il livello più alto di conoscenze e assegnato loro il compito di elaborare iniziative per accrescere le skill digitali del gruppo dirigente. Non solo. Hanno favorito la creazione di team misti dal punto di vista delle competenze digitali, nei quali fare incontrare figure junior, con maggiore dimestichezza dei nuovi strumenti informatici, con figure senior, al fine di creare progetti e contaminare i saperi. Sempre seguendo la strada della contaminazione, hanno favorito l’incontro tra la propria classe manageriale e startup native digitali, per comprendere la diversità del loro approccio organizzativo. Queste aziende hanno lavorato ponendosi degli obiettivi graduali di crescita, puntando a rendere “digitally savvy”, alla fine del percorso, circa il 50% del gruppo dirigente.

Le difficoltà della senior leadership in relazione agli effetti della pandemia aumentano quando spostiamo la nostra lente di indagine sulle donne. I dati del report Women in the Workplace 2020 di McKinsey  sono emblematici in tal senso: emerge che una donna su quattro ha meditato l’abbandono del lavoro durante il lockdown, contro una media maschile di uno su cinque.

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