Metti in luce il tuo lavoro invisibile

  • 28/04/2020
  • 15:45
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“Make your invisible work visible”. L’importanza fondamentale del dare la giusta evidenza al proprio lavoro.

“Make your invisible work visible”. In una recente discussione su Twitter a proposito di consigli utili per giovani colleghe, questo è stato fra i più apprezzati.
 

“Rendi visibile il tuo lavoro invisibile. Se non sei tu a comunicare il tuo valore, nessun altro lo farà per te”. D’altra parte è una sensazione che sicuramente in molti abbiamo provato: sentire che il nostro apporto a un progetto vincente è scarsamente considerato, che in qualche modo siamo appunto invisibili. E se questo succede già in situazioni normale, quando si condivide quotidianamente la presenza fisica in uno spazio, il rischio diventa molto più alto con lo smart working, quando le occasioni di incontro e di confronto sono inevitabilmente ridotte. Proprio per questo è necessario trovare i modi e i toni giusti per farlo.

Scegli il giusto “tono di voce”

Mai come in questo momento un eccesso di enfasi o lo sbandierare nella videoconferenza del team i propri risultati o i propri problemi può risultare fastidioso. Ma ciò non significa che non si debba per questo trovare il modo di far arrivare al gruppo o al manager informazioni utili sulle attività che si stanno facendo, sui risultati raggiunti ma anche eventuali necessità di maggiore collaborazione con uno o più membri del team su specifici argomenti. Non bisogna dimenticare che, soprattutto in realtà dove lo smart working non era mai stato sperimentato, i manager si trovano in un territorio inesplorato: abituati a identificare la produttività con la presenza fisica della persona sul luogo di lavoro, hanno difficoltà a capire come uscire da questo schema. In questo senso offrire informazioni su quello che si sta facendo, in che modo e con quali risultati può sicuramente essere utile. Farlo nel modo giusto potrebbe essere l’opportunità anche per uscire dal cono d’ombra in cui per molti motivi ci si era trovati.

Come comunicare?

Anche qui è tutta una questione di equilibrio: non si può eccedere pretendendo di avere un confronto giornaliero ma neppure eclissarsi per settimane. L’importante è capire quale strumento il manager prediliga, quale ritenga più produttivo e meno time-spending. Si può concordare una breve videochiamata settimanale (stabilendo i tempi e cercando di non sforare), oppure scegliere di inviare una sintetica mail al termine di ogni giornata. Da non sottovalutare anche l’uso di messaggi vocali o video registrati, che hanno il vantaggio di poter essere poi ascoltati dal destinatario nel momento in cui decida di dedicarsi a questa attività. Naturalmente in questo caso è assolutamente vietato dilungarsi, ma bisogna fare lo sforzo di preparare in anticipo il messaggio, per essere certi di trasferire i contenuti importanti in modo preciso ma sintetico. 

Successi e criticità

Se è giusto cercare di evidenziare il proprio contributo, è allo stesso modo controproducente cercare di nascondere eventuali ostacoli o difficoltà. Ma secondo Deborah H. Gruenfeld, docente di comportamento organizzativo alla Stanford Business School, “i manager sono generalmente focalizzati principalmente sui propri obiettivi, e spesso non consapevoli di quello che i loro collaboratori fanno per consentire loro di raggiungerlo”. Per questo, consiglia la docente, può essere utile trovare il modo di evidenziare come il vostro lavoro è una risorsa per i vostri superiori. Insomma, fate capire cosa fate per loro, e perché il tempo che vi dedicano non è tempo sprecato.