I talenti non si trattengono soltanto con i soldi

  • 13/03/2020
  • 09:04
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Qual è la prima cosa che generalmente si pensa di offrire a un collaboratore che annuncia la volontà di dare le dimissioni e di cui invece non vorremmo privarci?

Qual è la prima cosa che generalmente si pensa di offrire a un collaboratore che annuncia la volontà di dare le dimissioni e di cui invece non vorremmo privarci? Un aumento. Una risposta normale, ovvia, assolutamente giustificata dalle consuetudini. Ma anche da questo punto di vista il mondo del lavoro è profondamente cambiato e se non si vuole perdere la battaglia per i migliori talenti bisogna cominciare a considerare il tema della retention anche da altri punti di vista. Ne abbiamo parlato con Giuseppe Guerra, Deputy Managing Director Professional Recruitment, Spring Professional e Badenoch+Clark.

Retention: serve una strategia

“Quando ci si rende conto che è necessario trattenere le persone migliori spesso se ne fa semplicemente una questione di soldi”, ammette Guerra. “In realtà bisognerebbe fare un’analisi più completa dei bisogni della persona, perché si potrebbe scoprire che non è la leva monetaria a poterla trattenere. Spesso invece, soprattutto in questo momento, le persone sono alla ricerca di un progetto di sviluppo professionale, vogliono avere certezze rispetto alle loro prospettive in azienda, cercano formazione o talvolta semplicemente vogliono conciliare meglio carriera e vita personale”. Per questo prima di fare un’offerta economica bisognerebbe capire quali motivazioni stanno dietro alla decisione di cambiare lavoro. E provare a costruire, con il supporto di un consulente specializzato, una politica complessiva di retention.

Un supporto per aziende e candidati

“I consulenti Spring sono una risorsa per le aziende anche nella fase della retention, non soltanto nell’individuazione dei candidati”, spiega Giuseppe Guerra. “Sono infatti in grado di supportare l’azienda o l’imprenditore nel capire quali sono le vere richieste del collaboratore, e eventualmente anche di mettere a punto percorsi personalizzati di formazione o piani di sviluppo di carriera, grazie al network che abbiamo a disposizione e ai moltissimi strumenti che nel tempo il gruppo Adecco ha messo a punto”. Per il loro tipo di attività, che li porta a essere un forte elemento di trait d’union fra l’azienda e il candidato, i consulenti Spring sono anche un importante punto di riferimento per il collaboratore: “Seguiamo il candidato che abbiamo inserito in azienda come veri e propri coach”, precisa ancora il manager Spring. “Lo supportiamo nel suo percorso di sviluppo, possiamo costruire con lui un percorso di carriera sostenibile, ma lo aiutiamo anche a fare le giuste richieste, a gestire al meglio il suo desiderio di migliorare la propria posizione professionale”.

Un supporto da non sottovalutare, se si considera il costo economico di un’assunzione sbagliata ma anche il rischio di avere all’interno del proprio staff persone non soddisfatte e di conseguenza non completamente ingaggiate nella mission aziendale.

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