Gender Pay Gap: la Corte Ue lo dichiara illegittimo

  • 28/06/2021
  • 15:30
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La notizia è passata relativamente inosservata, ma è destinata ad avere un impatto significativo in tutta l’Unione Europea. La Corte di Giustizia europea ha recentemente reso nota una sentenza, relativa a una causa intentata da circa 6mila dipendenti di Tesco, il principale gruppo di supermercati del Regno Unito: i dipendenti, in maggioranza donne addette ai punti vendita, chiedevano di poter ottenere la stessa paga dei colleghi uomini impiegati in altri settori, ma con mansioni equiparabili.

La notizia è passata relativamente inosservata, ma è destinata ad avere un impatto significativo in tutta l’Unione Europea. La Corte di Giustizia europea ha recentemente reso nota una sentenza, relativa a una causa intentata da circa 6mila dipendenti di Tesco, il principale gruppo di supermercati del Regno Unito: i dipendenti, in maggioranza donne addette ai punti vendita, chiedevano di poter ottenere la stessa paga dei colleghi uomini impiegati in altri settori, ma con mansioni equiparabili. La Corte ha stabilito che il principio della parità di retribuzione, inserito nell’articolo 157 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, costituisce uno dei principi fondamentali su cui si basa la stessa Unione Europea, e pertanto non può essere contraddetto dalle normative nazionali.

Un precedente importante

La sentenza della Corte Ue rappresenta un tassello fondamentale nel percorso per la riduzione del Gender Pay Gap, che, secondo il rapporto biennale Global Wage Report dell’Organizzazione Mondiale del Lavoro, si attesta al 20% a livello mondiale. In Italia il dato ufficiale parla di una differenza del 5% sul salario reale di chi lavora, una percentuale che però non tiene conto della minore partecipazione delle donne al mercato del lavoro (il premier Draghi ha di recente ricordato come il divario da questo punto di vista in Italia sia pari al 18%, contro una media europea del 10%), del fatto che le donne più spesso hanno contratti part time e dell’impatto su questa stima del settore pubblico, in cui la retribuzione è uguale per legge e si riscontra una forte presenza femminile. Secondo il Gender Pay Gap Report del World Economic Forum 2020, ci vorranno quasi 100 anni per ridurre il divario, considerato che dal 2006 a oggi la diminuzione è stata mediamente di tre punti percentuali all’anno. Ora la Corte Europea riconosce questo importante differenziale e la sua decisione avrà una portata importante per le donne europee.

Una sentenza applicabile

Nel riconoscere la parità di genere come un principio fondamentale alla base dell’Unione Europea, la sentenza stabilisce un precedente che da questo momento potrà essere invocato davanti a ogni tribunale di uno Stato membro. Il giudice che sarà chiamato a decidere in una causa di discriminazione economica non potrà dunque non tenere conto della decisione del tribunale con sede in Lussemburgo, ma anzi sarà tenuto a conformarsi a questi principi. Naturalmente questa vittoria a livello legale non risolverà il problema della discriminazione salariale, ma i giudici europei hanno sicuramente stabilito un precedente che potrà contribuire anche a far aumentare la consapevolezza sulla necessità di promuovere misure per favorire la partecipazione delle donne al mondo del lavoro.

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