Focus Industria 4.0: nel 2019 aumenta la richiesta di profili tech

  • 25/01/2019
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Nel 2019 la richiesta di profili con competenze legate a Industry 4.0 aumenterà del 20%. Sono i dati dell’osservatorio di Spring Professional, che analizza gli andamenti del mercato del lavoro per i profili di Middle manager, confermati da molte altre rilevazioni.

2019 aumenta richiesta profili tech Spring Professional

Nel 2019 la richiesta di profili con competenze legate a Industry 4.0 aumenterà del 20%. E già nel 2018 il 35% delle persone inserite in azienda aveva un focus di competenze legate all’automazione, a fronte di un altro grande gruppo (il 40%) inserito nel settore Automotive. Sono i dati dell’osservatorio di Spring Professional, che analizza gli andamenti del mercato del lavoro per i profili di Middle manager, confermati da molte altre rilevazioni. Anche Unioncamere, che con il sistema Excelsior da molti anni ormai monitora il fabbisogno di personale delle aziende, rileva come nel 2018 una assunzione su tre ha richiesto la capacità di applicare e gestire tecnologie 4.0. Nel 2019 aumenterà ancora la richiesta di personale specializzato, sia a livello di tecnici e ingegneri, che di operai specializzati. Purché in grado di definire e gestire il piano di adozione delle nuove tecnologie nei vari comparti aziendali, come segnala l’Osservatorio 4.0 del Politecnico di Milano. Insomma, le aziende italiane hanno per quasi la metà compiuto il percorso di valutazione delle competenze necessarie per affrontare la rivoluzione tecnologica che stiamo vivendo e si stanno attrezzando. Con le due modalità disponibili: la formazione per il personale già presente in azienda o la ricerca di nuove risorse sul mercato. 

Aumenta la difficoltà a trovare personale qualificato

Il borsino Excelsior segnala per questo primo trimestre del 2019 alcuni dati interessanti: sono infatti circa 1,2 milioni le assunzioni programmate da qui a marzo, anche se in diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2018. A muoversi con più dinamismo sono settori come la moda, la metallurgia, la meccatronica, la chimica-farmaceutica e il turismo, che infatti dovrebbero assumere più di quello che hanno fatto l’anno precedente. Diminuiscono invece le posizioni aperte nel settore agroalimentare. Ma il dato più significativo è quello che indica la difficoltà di reperire le risorse idonee: il 31% delle posizioni aperte (+6% rispetto al 2018) potrebbe rimanere tale proprio per l’impossibilità di trovare candidati con le giuste competenze. Circa la metà delle ricerche per personale in ambito scientifico e in quello ingegneristico sono per esempio considerate difficili da soddisfare.

Spring, partner qualificato per le imprese

In un mercato così difficile, affidarsi a un partner qualificato come Spring può fare la differenza nell’individuazione del profilo più adatto alle esigenze della singola azienda. Per questo, e per dare la possibilità anche alle piccole e medie imprese di scoprire i servizi e le possibilità di consulenza offerte, gli specialisti di Spring saranno presenti, in qualità di Partner Strategico,
ad A&T - Automation and Testing  la fiera dell’innovazione in programma all’Oval Lingotto di Torino dal 13 al 15 febbraio. Non a caso l’edizione di quest’anno ha scelto come focus Human Based Technology: la persona al centro dell’industria competitiva. In questa occasione gli esperti di Spring offriranno, presso lo stand G34 G36, servizi di consulenza e un punto di ascolto tarato sui bisogni delle aziende di ogni dimensione proprio in tema di competenze e specializzazioni 4.0. Se siete interessati a partecipare potete iscrivervi a questo link.

“La formazione e il reperimento delle giuste figure professionali soprattutto in ambito di innovazione, tecnologia, automazione e robotica, è centrale per la vita stessa delle imprese”, ricorda Pietro Valdes, Regional Managing Director di Spring Professional. Per esempio, il tasso di mortalità delle start-up è fortemente legato a scelte sbagliate in termini di formazione e attrazione dei talenti. La partnership con AT&T ci permette di colmare questa lacuna, offrendo servizi di consulenza mirati ad un pubblico specializzato”.


Secondo un rapporto redatto lo scorso anno dal Centro Studi di Confindustria, il 46% delle aziende italiane con più di 10 dipendenti rientra nella categoria degli “Analogici”: realtà imprenditoriali che non hanno ancora neppure intrapreso il percorso verso la trasformazione digitale. Un dato certamente non confortante, soprattutto se letto in parallelo a un’altra delle rilevazioni di questo rapporto: il 90% delle aziende italiane non ha competenze ICT al proprio interno in grado di guidare la trasformazione verso quelli che ormai unanimemente sono indicati come i grandi trend dell’innovazione, dall’Intelligenza artificiale ai Big Data, dall’Internet of Think alle soluzioni cloud.

La rivoluzione digitale non può attendere

Se il dato di partenza segnala un sistema produttivo ancora digitalmente immaturo, qualche segnale positivo alla fine è arrivato dalla Manovra di Bilancio appena approvata. Che dopo qualche iniziale ripensamento ha dato continuità a molte delle misure previste dal piano Industry 4.0 del precedente governo. A cominciare dall’ormai famoso Iperammortamento per gli investimenti legati all’innovazione digitale. L’agevolazione sarà ancora possibile per le spese in questo settore sostenute dalle aziende fino al 31 dicembre del 2019, ma anche sino al 31 dicembre 2020 a patto che il 20% del costo venga sostenuto entro fine 2019. L’iperammortamento è stato fissato al 270% fino a 2,5 milioni di investimento, per scendere al 200% nella fascia fra 2,5 e 10 milioni e al 150% fra i 10 e i 20 milioni. Fra le innovazioni la possibilità di inserire in questa misura anche investimenti per l’acquisto di soluzioni di cloud computing e una percentuale della spesa che può essere destinata a beni immateriali, sotto forma di software, applicazioni e altri strumenti di digitalizzazione. È sceso invece al 25% il credito d’imposta ottenibile per chi investe in Ricerca e Sviluppo.

Spazio ai manager digitali

Una delle misure contenute nella Finanziaria potrebbe contribuire a ridurre uno dei gap più presenti nelle aziende italiane: la mancanza di professionalità in grado di guidare la transizione verso il digitale e l’innovazione nel suo complesso. Micro e piccole imprese potranno infatti accedere a rimborsi fino al 50% della spesa necessaria ad acquisire la consulenza di manager digitali, fino a 40mila euro l’anno. Stessa opportunità ma con importi ridotti per le medie imprese, che avranno diritto a un rimborso del 30% su una spesa massima di 25mila euro.

A A&T Torino il punto sull’innovazione

Per le aziende in cerca di soluzioni applicabili e best practice da replicare, un appuntamento da non perdere è quello con l’edizione 2019 di Automation&Testing a Torino, la fiera dedicata a Industry 4.0, robotica, tecnologie innovative, in programma all’Oval Lingotto dal 13 al 15 febbraio. La fiera sarà l’occasione per fare il punto sulle applicazioni pratiche delle nuove tecnologie in tutte le fasi della filiera produttiva, grazie alla presentazione di molti casi concreti. Un focus particolare sarà poi dedicato al pre-requisito indispensabile per introdurre con successo qualsiasi elemento di digitalizzazione o automazione: la formazione del capitale umano, elemento chiave di qualsiasi strategia di innovazione, e in questo momento uno dei principali ostacoli per la modernizzazione del nostro sistema produttivo. (https://www.aetevent.com).


Secondo un rapporto redatto lo scorso anno dal Centro Studi di Confindustria, il 46% delle aziende italiane con più di 10 dipendenti rientra nella categoria degli “Analogici”: realtà imprenditoriali che non hanno ancora neppure intrapreso il percorso verso la trasformazione digitale. Un dato certamente non confortante, soprattutto se letto in parallelo a un’altra delle rilevazioni di questo rapporto: il 90% delle aziende italiane non ha competenze ICT al proprio interno in grado di guidare la trasformazione verso quelli che ormai unanimemente sono indicati come i grandi trend dell’innovazione, dall’Intelligenza artificiale ai Big Data, dall’Internet of Think alle soluzioni cloud.

La rivoluzione digitale non può attendere

Se il dato di partenza segnala un sistema produttivo ancora digitalmente immaturo, qualche segnale positivo alla fine è arrivato dalla Manovra di Bilancio appena approvata. Che dopo qualche iniziale ripensamento ha dato continuità a molte delle misure previste dal piano Industry 4.0 del precedente governo. A cominciare dall’ormai famoso Iperammortamento per gli investimenti legati all’innovazione digitale. L’agevolazione sarà ancora possibile per le spese in questo settore sostenute dalle aziende fino al 31 dicembre del 2019, ma anche sino al 31 dicembre 2020 a patto che il 20% del costo venga sostenuto entro fine 2019. L’iperammortamento è stato fissato al 270% fino a 2,5 milioni di investimento, per scendere al 200% nella fascia fra 2,5 e 10 milioni e al 150% fra i 10 e i 20 milioni. Fra le innovazioni la possibilità di inserire in questa misura anche investimenti per l’acquisto di soluzioni di cloud computing e una percentuale della spesa che può essere destinata a beni immateriali, sotto forma di software, applicazioni e altri strumenti di digitalizzazione. È sceso invece al 25% il credito d’imposta ottenibile per chi investe in Ricerca e Sviluppo.

Spazio ai manager digitali

Una delle misure contenute nella Finanziaria potrebbe contribuire a ridurre uno dei gap più presenti nelle aziende italiane: la mancanza di professionalità in grado di guidare la transizione verso il digitale e l’innovazione nel suo complesso. Micro e piccole imprese potranno infatti accedere a rimborsi fino al 50% della spesa necessaria ad acquisire la consulenza di manager digitali, fino a 40mila euro l’anno. Stessa opportunità ma con importi ridotti per le medie imprese, che avranno diritto a un rimborso del 30% su una spesa massima di 25mila euro.

A A&T Torino il punto sull’innovazione

Per le aziende in cerca di soluzioni applicabili e best practice da replicare, un appuntamento da non perdere è quello con l’edizione 2019 di Automation&Testing a Torino, la fiera dedicata a Industry 4.0, robotica, tecnologie innovative, in programma all’Oval Lingotto dal 13 al 15 febbraio. La fiera sarà l’occasione per fare il punto sulle applicazioni pratiche delle nuove tecnologie in tutte le fasi della filiera produttiva, grazie alla presentazione di molti casi concreti. Un focus particolare sarà poi dedicato al pre-requisito indispensabile per introdurre con successo qualsiasi elemento di digitalizzazione o automazione: la formazione del capitale umano, elemento chiave di qualsiasi strategia di innovazione, e in questo momento uno dei principali ostacoli per la modernizzazione del nostro sistema produttivo. (https://www.aetevent.com).


Secondo un rapporto redatto lo scorso anno dal Centro Studi di Confindustria, il 46% delle aziende italiane con più di 10 dipendenti rientra nella categoria degli “Analogici”: realtà imprenditoriali che non hanno ancora neppure intrapreso il percorso verso la trasformazione digitale. Un dato certamente non confortante, soprattutto se letto in parallelo a un’altra delle rilevazioni di questo rapporto: il 90% delle aziende italiane non ha competenze ICT al proprio interno in grado di guidare la trasformazione verso quelli che ormai unanimemente sono indicati come i grandi trend dell’innovazione, dall’Intelligenza artificiale ai Big Data, dall’Internet of Think alle soluzioni cloud.

La rivoluzione digitale non può attendere

Se il dato di partenza segnala un sistema produttivo ancora digitalmente immaturo, qualche segnale positivo alla fine è arrivato dalla Manovra di Bilancio appena approvata. Che dopo qualche iniziale ripensamento ha dato continuità a molte delle misure previste dal piano Industry 4.0 del precedente governo. A cominciare dall’ormai famoso Iperammortamento per gli investimenti legati all’innovazione digitale. L’agevolazione sarà ancora possibile per le spese in questo settore sostenute dalle aziende fino al 31 dicembre del 2019, ma anche sino al 31 dicembre 2020 a patto che il 20% del costo venga sostenuto entro fine 2019. L’iperammortamento è stato fissato al 270% fino a 2,5 milioni di investimento, per scendere al 200% nella fascia fra 2,5 e 10 milioni e al 150% fra i 10 e i 20 milioni. Fra le innovazioni la possibilità di inserire in questa misura anche investimenti per l’acquisto di soluzioni di cloud computing e una percentuale della spesa che può essere destinata a beni immateriali, sotto forma di software, applicazioni e altri strumenti di digitalizzazione. È sceso invece al 25% il credito d’imposta ottenibile per chi investe in Ricerca e Sviluppo.

Spazio ai manager digitali

Una delle misure contenute nella Finanziaria potrebbe contribuire a ridurre uno dei gap più presenti nelle aziende italiane: la mancanza di professionalità in grado di guidare la transizione verso il digitale e l’innovazione nel suo complesso. Micro e piccole imprese potranno infatti accedere a rimborsi fino al 50% della spesa necessaria ad acquisire la consulenza di manager digitali, fino a 40mila euro l’anno. Stessa opportunità ma con importi ridotti per le medie imprese, che avranno diritto a un rimborso del 30% su una spesa massima di 25mila euro.

A A&T Torino il punto sull’innovazione

Per le aziende in cerca di soluzioni applicabili e best practice da replicare, un appuntamento da non perdere è quello con l’edizione 2019 di Automation&Testing a Torino, la fiera dedicata a Industry 4.0, robotica, tecnologie innovative, in programma all’Oval Lingotto dal 13 al 15 febbraio. La fiera sarà l’occasione per fare il punto sulle applicazioni pratiche delle nuove tecnologie in tutte le fasi della filiera produttiva, grazie alla presentazione di molti casi concreti. Un focus particolare sarà poi dedicato al pre-requisito indispensabile per introdurre con successo qualsiasi elemento di digitalizzazione o automazione: la formazione del capitale umano, elemento chiave di qualsiasi strategia di innovazione, e in questo momento uno dei principali ostacoli per la modernizzazione del nostro sistema produttivo. (https://www.aetevent.com).


Secondo un rapporto redatto lo scorso anno dal Centro Studi di Confindustria, il 46% delle aziende italiane con più di 10 dipendenti rientra nella categoria degli “Analogici”: realtà imprenditoriali che non hanno ancora neppure intrapreso il percorso verso la trasformazione digitale. Un dato certamente non confortante, soprattutto se letto in parallelo a un’altra delle rilevazioni di questo rapporto: il 90% delle aziende italiane non ha competenze ICT al proprio interno in grado di guidare la trasformazione verso quelli che ormai unanimemente sono indicati come i grandi trend dell’innovazione, dall’Intelligenza artificiale ai Big Data, dall’Internet of Think alle soluzioni cloud.

La rivoluzione digitale non può attendere

Se il dato di partenza segnala un sistema produttivo ancora digitalmente immaturo, qualche segnale positivo alla fine è arrivato dalla Manovra di Bilancio appena approvata. Che dopo qualche iniziale ripensamento ha dato continuità a molte delle misure previste dal piano Industry 4.0 del precedente governo. A cominciare dall’ormai famoso Iperammortamento per gli investimenti legati all’innovazione digitale. L’agevolazione sarà ancora possibile per le spese in questo settore sostenute dalle aziende fino al 31 dicembre del 2019, ma anche sino al 31 dicembre 2020 a patto che il 20% del costo venga sostenuto entro fine 2019. L’iperammortamento è stato fissato al 270% fino a 2,5 milioni di investimento, per scendere al 200% nella fascia fra 2,5 e 10 milioni e al 150% fra i 10 e i 20 milioni. Fra le innovazioni la possibilità di inserire in questa misura anche investimenti per l’acquisto di soluzioni di cloud computing e una percentuale della spesa che può essere destinata a beni immateriali, sotto forma di software, applicazioni e altri strumenti di digitalizzazione. È sceso invece al 25% il credito d’imposta ottenibile per chi investe in Ricerca e Sviluppo.

Spazio ai manager digitali

Una delle misure contenute nella Finanziaria potrebbe contribuire a ridurre uno dei gap più presenti nelle aziende italiane: la mancanza di professionalità in grado di guidare la transizione verso il digitale e l’innovazione nel suo complesso. Micro e piccole imprese potranno infatti accedere a rimborsi fino al 50% della spesa necessaria ad acquisire la consulenza di manager digitali, fino a 40mila euro l’anno. Stessa opportunità ma con importi ridotti per le medie imprese, che avranno diritto a un rimborso del 30% su una spesa massima di 25mila euro.

A A&T Torino il punto sull’innovazione

Per le aziende in cerca di soluzioni applicabili e best practice da replicare, un appuntamento da non perdere è quello con l’edizione 2019 di Automation&Testing a Torino, la fiera dedicata a Industry 4.0, robotica, tecnologie innovative, in programma all’Oval Lingotto dal 13 al 15 febbraio. La fiera sarà l’occasione per fare il punto sulle applicazioni pratiche delle nuove tecnologie in tutte le fasi della filiera produttiva, grazie alla presentazione di molti casi concreti. Un focus particolare sarà poi dedicato al pre-requisito indispensabile per introdurre con successo qualsiasi elemento di digitalizzazione o automazione: la formazione del capitale umano, elemento chiave di qualsiasi strategia di innovazione, e in questo momento uno dei principali ostacoli per la modernizzazione del nostro sistema produttivo. (https://www.aetevent.com).