Focus Industria 4.0: Competence Center, al fianco delle aziende per la digitalizzazione

  • 28/11/2018
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Di recente è stato fatto un altro passo avanti per favorire la digitalizzazione del sistema produttivo italiano in ottica 4.0. È stata definita la graduatoria dei Competence Center, i centri d’eccellenza pensati per fare da supporto in termini di ricerca, innovazione e formazione al sistema produttivo italiano.


L’ultimo tassello del progetto Industry 4.0, voluto per traghettare il sistema produttivo italiano verso la digitalizzazione, è diventato operativo. Mentre nella nuova manovra di bilancio sono state inserite alcune modifiche all’impianto originario (per esempio l’eliminazione delle agevolazioni sulla formazione e la disponibilità di un contributo a fondo perduto fino a 40mila euro, per le Pmi che vogliano ingaggiare uno specialista in innovazione digitale), è stata definita la graduatoria dei Competence Center, i centri d’eccellenza pensati per fare da supporto in termini di ricerca, innovazione e formazione al sistema produttivo italiano.

I progetti presentati e ritenuti idonei dal Ministero per lo Sviluppo economico sono 8, sette a matrice universitaria e uno del CNR. Al primo posto il Politecnico di Torino, seguito dal Politecnico di Milano e dall’Università di Bologna. In graduatoria sono entrati anche il polo del Sud formato dall’Università Federico II di Napoli e dal Politecnico di Bari, il Sant’Anna di Pisa, le Università del Triveneto e La Sapienza di Roma. Tutti i progetti prevedono aggregazioni in poli anche di diverse università, che devono comunque essere affiancate da partner industriali. L’obiettivo è infatti quello di favorire la ricerca applicata, che possa avere immediata ripercussione sulla competitività delle imprese italiane. Anche il meccanismo di finanziamento è basato sulla compartecipazione pubblico-privato: per ottenere i fondi ministeriali, fino al 35% del totale, i Competence Center devono dimostrare di aver ottenuto investimenti privati di pari importo, in termini di personale, macchinari, servizi o finanziamenti veri e propri.

Proposte a misura di territorio

Gli ambiti di lavoro dei vari progetti sono naturalmente molto legati alle specificità del territorio. Torino, per esempio, si concentrerà su automotive, aerospazio e energia, lavorando su tecnologie come l’additive manifacturing, data science e big data con partner come FCA, General Motors, Thales Alenia. Il Competence Center di Milano ha scelto di chiamarsi Made in Italy 4.0, e lavorerà sullo sviluppo di tecnologie digitali applicabili a tutto il processo produttivo, dalla progettazione alla distribuzione, con un focus anche sullo sviluppo delle competenze. I partner sono variegati e di alto livello: si va da Adecco a Bosch, Brembo, Comau, Ibm, Italtel, Kilometro Rosso, Sap, Siemens, StMicroelectronic, Whirpool.

Meccatronica, automotive, biomedicale e agrifood non potevano non essere le aree interessate dal progetto emiliano, che con Bologna capofila raggruppa le Università di Modena e Reggio, Ferrara, Parma, i Tecnopoli regionali, il Cineca e l’Istituto Italiano di Fisica Nucleare. Si occuperà di robotica e ambienti virtuali il Sant’Anna di Pisa, mentre la Sapienza di Roma ha avviato un progetto incentrato soprattutto sulla cybersecurity.

Strumenti per il made in Italy

Abbigliamento, arredamento, agroalimentare e automotive, quindi i settori di punta del made in Italy che piace nel mondo, saranno gli ambiti di lavoro del Competence Center del Triveneto, che con il coordinamento dell’Università di Padova riunisce tutte le eccellenze della macroregione: da Ca’ Foscari allo Iuav (architettura) di Venezia, e gli atenei di Verona, Trento, Bolzano, Udine e Trieste. L’idea è quella di concentrarsi sulle tecnologie riunite nell’acronimo SMACT: social media, mobile, analytics, cloud, Iot. Anche il Polo del Sud, fra Napoli e Bari, lavorerà su automotive, aerospazio, agricoltura e farmaceutica.

Un progetto ambizioso

L’idea alla base dei Competence Center è che possano diventare il luogo dove la ricerca e l’innovazione diventano disponibili al sistema produttivo italiano, dando supporto alle aziende per scegliere investimenti e innovazioni in grado di dar vita a una trasformazione digitale sensata, che si traduca in un aumento di competitività e quindi di profitto. Un obiettivo ambizioso, e i prossimi mesi diranno se potrà tradursi in realtà.

A proposito di Industria 4.0

Spring Professional ha di recente siglato una partnership con A&TAutomation & Testing, la Fiera dedicata a Industria 4.0, Misure e Prove, Robotica, Tecnologie innovative che si svolgerà presso l’Oval Lingotto di Torino dal 13 al 15 febbraio 2019. Spring, Partner Strategico della Fiera, proporrà servizi di consulenza e un punto di ascolto tarato sui reali bisogni delle imprese in tema di competenze e specializzazioni 4.0. Un punto di riferimento fondamentale per chi, visitando la Fiera A&T, intende comprendere come formarsi o potenziare il proprio Know-how, ma anche come organizzare e sviluppare percorsi di crescita e formativi realmente centrati sui bisogni delle singole imprese. Il tutto sarà agevolato da uno scambio esperienziale e di networking che consentirà ai visitatori di conoscere e approfondire opportunità e iniziative già collaudate.

Inoltre Spring parteciperà al convegno del 15 febbraio dal titolo: “L’importanza del capitale umano nel modello di azienda competitiva”.

L’evento presenterà testimonianze aziendali eccellenti che dimostreranno come sia stato possibile trasformare la “soft skill” delle risorse umane in valore aggiunto misurabile.