Cosa fa un Project Manager e quali sono le sue maggiori competenze

  • 25/02/2020
  • 09:00
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Il Project Manager o PM possiede una serie di soft skills e competenze tecniche difficili da trovare: ecco perché si tratta di una figura richiestissima.

Professione sempre più richiesta in una varietà di settori, quella del Project Manager è una carriera ricca di soddisfazioni – ma anche di responsabilità. Sebbene sia una realtà già da molto tempo, è negli ultimi anni che questa figura ha visto una domanda esponenziale. Questo perché si va sempre più verso la soddisfazione del cliente e l’ottimizzazione delle performance attraverso il raggiungimento dei cosiddetti obiettivi SMART, ovvero ben definiti nel tempo, quantificabili, raggiungibili e chiari. Ma vediamo più approfonditamente quali sono i compiti di un Project Manager (o, più semplicemente, PM).

Project Manager: cosa fa?

Come la sua denominazione fa evincere, il Project Manager è colui che gestisce un progetto. Facile, verrebbe da pensare. Non è esattamente così. Spesso e volentieri, infatti, questa è la figura intermedia tra il cliente e il provider di servizi: il PM dunque ascolta le necessità e le tempistiche del committente, lo aiuta a definire degli obiettivi e a pianificare il progetto in ogni dettaglio, offrendo le migliori soluzioni dell’azienda incaricata del lavoro. Questo professionista si preoccupa poi della ricerca dei tecnici più adatti all’espletamento dei vari compiti, del raggiungimento degli obiettivi entro le scadenze previste e della calibratura dei dettagli in base al feedback ricevuto.

Le competenze del PM

Per diventare Project Manager non è necessaria una laurea specifica, poiché la realizzazione di un progetto è un’attività applicabile a qualsiasi tipo di industry e ad ogni unit della complessa macchina che muove un’azienda. Il raggio d’azione dunque è troppo vasto per poter essere incanalato in un unico settore; ciò tuttavia non si traduce in una generalità della figura o in una scarsa preparazione del PM. Importantissime, come è facile intuire, sono le soft skill. Tra queste non possono mancare:

  • doti comunicative e relazionali per poter comprendere i bisogni del cliente e trovare una soluzione sulla base delle possibilità tecniche;
  • forti capacità organizzative, in relazione a pianificazione, documentazione, attenzione ai costi, rispetto delle tempistiche;
  • problem solving;
  • esperienza di leadership e di individuazione delle risorse umane;
  • tendenza a lavorare per obiettivi;
  • acume nell’analisi, sia per ciò che riguarda le potenzialità di un processo che per il monitoraggio dei risultati.

Oltre a tutto questo, il Project Manager (o aspirante tale) deve anche possedere una buona conoscenza tecnica dell’ambito in cui opera, degli strumenti da utilizzare e delle problematiche che potrebbero insorgere.

Come diventare Project Manager

L’unico vero metodo per essere un buon PM è migliorare tutte queste competenze attraverso l’esperienza. Esistono tuttavia delle certificazioni che attestano con obiettività le proprie capacità, come quelle, universalmente riconosciute, del Project Management Institute.