Energy Manager: cosa serve per lavorare nel campo

  • 14/05/2020
  • 14:39
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L’attenzione verso le tematiche ambientali ha portato alla diffusione della figura dell’Energy Manager: ecco il percorso formativo e le skill richieste.

L’emergenza ambientale, la crescente sensibilità verso le tematiche energetiche, l’impegno diffuso per la raccolta differenziata dei rifiuti, l’attenzione per la salute dei lavoratori e per i cittadini che vivono nei pressi dei grossi centri industriali: tutti questi fenomeni hanno reso necessaria l’adozione di misure ben regolamentate per il miglioramento dell’efficienza energetica delle imprese. Chi è, però, che vigila affinché questi lavori vengano svolti correttamente? Entra in gioco qui l’Energy Manager, figura ancora poco nota nel nostro Paese, nonostante sia riconosciuta – e anzi richiesta – dalla legislazione italiana. Ecco quali sono le sue competenze principali e cosa serve per diventare Energy Manager.

Le competenze dell’Energy Manager e le principali mansioni

Chi intende ricoprire tale ruolo, come consulente o come dipendente interno all’azienda, deve dimostrare numerose competenze tecniche nell’ambito delle energie rinnovabili e dell’efficientamento energetico in generale: si devono conoscere le normative italiane ed europee in merito, ci si deve aggiornare costantemente sulle soluzioni più innovative, si comprendono le conseguenze e l’impatto ambientale degli impianti. Sono altresì necessarie competenze di project financing e di project management, proprio perché sarà l’Energy Manager a seguire il processo di razionalizzazione dell’energia dell’impresa sotto tutti gli aspetti; infine, bisogna conoscere approfonditamente il mercato dell’energia del Paese in cui si opera, dagli operatori alle tariffe, passando per le opzioni contrattuali. L’Energy Manager, insomma, guida l’azienda lungo un processo di ottimizzazione dei consumi e, dunque, a un notevole risparmio economico, oltre che a una migliore efficienza delle risorse. Indispensabile, poi, una corretta informazione e sensibilizzazione dei dipendenti per la gestione futura di scorie, rifiuti ed energia, oltre che competenze nel monitoraggio di vecchi e nuovi consumi, eventualmente da rendicontare allo Stato.

Come diventare Energy Manager

Non è necessario essere laureati per diventare un Energy Manager, tuttavia è altamente consigliato ottenere un diploma di laurea in Ingegneria per l’Ambiente, poiché un corso del genere fornirebbe molte delle conoscenze tecniche del settore (e permetterebbe di ambire a retribuzioni migliori). Esistono poi Master Post Lauream molto specifici sulla gestione delle risorse ambientali ed energetiche. Ciò che però ufficializza la nostra figura come Energy Manager è la certificazione della FIRE (Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia) che permette di accedere ad una sorta di albo dei professionisti riconosciuto dallo Stato: questa risulta infatti necessaria per poter esercitare la professione.

Energy Manager: una figura obbligatoria per legge

La nostra legislazione richiede ed incoraggia l’assunzione di risorse come gli Energy Manager. A sancire ciò è l’art.19 L. 10/91, che indica inoltre in quali casi e la data entro la quale è obbligatorio nominarne uno. Ogni anno, entro il 30 aprile, ogni impresa industriale con consumi energetici superiori alle 10.000 TEP

(Tonnellate Equivalenti di Petrolio) e ogni azienda, persona fisica, ente o persona giuridica la cui attività preveda un consumo energetico oltre le 1.000 TEP sono obbligate a nominare un Energy Manager.