Le esportazioni europee “valgono” 36 milioni di posti di lavoro

  • 10/12/2018
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36 milioni di posti di lavoro, quasi un lavoratore su 7 nei paesi dell’Unione Europea ha un’occupazione che è legata al flusso delle esportazioni. E’ il dato che emerge da uno studio presentato recentemente dalla Commissione Europea.

36 milioni di posti di lavoro, quasi un lavoratore su 7 nei paesi dell’Unione Europea ha un’occupazione che è legata al flusso delle esportazioni. E’ il dato che emerge da uno studio presentato recentemente dalla Commissione Europea, che è andata a misurare sia complessivamente che per singole economie quanto pesa la componente export. I numeri che emergono sono decisamente importanti e sono aumentati in modo significativo dall'introduzione dell’euro: dal 2000 infatti i posti di lavoro legati alle esportazioni sono aumentati del 66%, fino ad arrivare appunto ai 36 milioni attuali, di cui 14 milioni occupati da donne. Nel complesso il volume delle esportazioni dei paesi Ue verso il resto del mondo vale 2.300 miliardi di valore aggiunto. Il 47% di questi posti di lavoro sono nel settore servizi, il 19% invece dalla produzione di macchinari.

La Germania protagonista

Non è una novità che la Germania di Angela Merkel sia il paese con la bilancia commerciale più attiva nell’export. Ma l’analisi della Commissione Europea evidenzia anche come l’attivismo tedesco abbia ricadute anche su altri paesi: degli 8,4 milioni di occupati grazie alle esportazioni di Berlino 6,8 sono cittadini tedeschi. Ma 270mila abitano e lavorano in Polonia, 155mila in Olanda, 150mila in Francia e Repubblica Ceca, 160mila in Italia. Fra i paesi che più alimentano il mercato del lavoro con l’export anche il Regno Unito (4,2 milioni), la Francia (3,4 milioni) e l’Italia (3,2 milioni).

E l’Italia?

Lo studio europeo conferma quanto l’economia italiana sia trainata dall’export: sono legati a esportazioni in paesi fuori dall’area Ue circa 2,7 milioni di posti di lavoro in Italia. Altri 500mila circa sono invece occupati italiani creati però dalla produzione di altri paesi europei che varca i confini dell’Unione Europea. Secondo la stima Ue, dipendono quindi dall’export continentale il 13% dei lavoratori italiani. E proprio per confermare questo interscambio di economie e posti di lavoro ci sono 462mila occupati in altri paesi europei che dipendono da quanto le aziende italiane vendono al resto del mondo. Fra l’altro, a differenza della media europea, i posti di lavoro italiani legati alle esportazioni sono per quasi la metà ricoperti da persone con professionalità medie e circa il 15% da persone con skill elevati. Il 47% dell’export è legato ai servizi, ma una buona quota è legata anche al mercato dei macchinari e dei trasporti.