Le donne manager aumentano la produttività aziendale

  • 18/08/2021
  • 12:00
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Il Fondo monetario lo dice da tempo (e una ricerca dell’Harvard Business Review lo conferma): la reale parità uomo-donna sul posto di lavoro porterebbe a una crescita del 35% dell’economia mondiale: un obiettivo importante, ancora però molto lontano da raggiungere, anche nelle economie più evolute.

Il Fondo monetario lo dice da tempo (e una ricerca dell’Harvard Business Review lo conferma): la reale parità uomo-donna sul posto di lavoro porterebbe a una crescita del 35% dell’economia mondiale: un obiettivo importante, ancora però molto lontano da raggiungere, anche nelle economie più evolute. Basti pensare che in America, dove il 50% delle posizioni lavorative è coperto da donne, solo il 4,6% delle aziende ha un CEO donna, percentuale che scende a meno del 2% in Italia. Qualche piccolo segnale di cambiamento positivo arriva però da un’indagine condotta da Fondirigenti, organismo di Confindustria e Federmanager che promuove la formazione manageriale: un recente studio, effettuato su 14mila imprese e 80mila dirigenti, ha infatti evidenziato come sia aumentata la quota di aziende che investono sulla formazione delle dirigenti donne e come questo, di rimando, abbia migliorato la produttività delle aziende coinvolte.

Dirigenti meglio formate, migliori risultati aziendali

Primo dato positivo: dal 2010 al 2020 le aziende che hanno coinvolto le dirigenti donne nei loro percorsi formativi sono aumentate dal 13 al 21%, con un parallelo incremento del 60% della consapevolezza delle imprese su questo tema; a essere coinvolte sono state soprattutto le donne di età compresa tra i 30 e i 34 anni. Interessante valutare l’identikit delle aziende che puntano sulla formazione al femminile: l’investimento è maggiore con il crescere delle dimensioni e dell’età dell’impresa. Il 68% delle realtà produttive con più di 20 anni di vita alle spalle, per esempio, include stabilmente le proprie dirigenti nei percorsi di formazione. Secondo la ricerca di Fondirigenti, il maggior coinvolgimento formativo delle donne manager ha un effetto sulla produttività, che viene misurato in un +9% nel settore manifattura e +8% nei servizi.

Non solo formazione

Non è solo la formazione a giocare un ruolo in questa dinamica: secondo una ricerca di Fabiano Schivardi, docente di economia alla Luiss di Roma, che analizzato i dati di più di 20 anni, avere una donna dirigente porta benefici alla performance aziendale. La ragione? La migliore sensibilità delle donne CEO verso le reali capacità delle lavoratrici e la migliore attitudine a sfruttarne le potenzialità. Il beneficio è tanto più importante quanto maggiore è la proporzione di donne in azienda: con almeno il 20% della forza lavoro "rosa", l’incremento risulta superiore al 14%, mentre con una percentuale minore si attesterebbe comunque al 6,7%. La leadership femminile porta poi a un aumento degli stipendi massimi delle lavoratrici, con una riduzione delle differenze di genere nella parte alta della distribuzione salariale.

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