+49%: il balzo in avanti delle donne manager

  • 25/03/2021
  • 10:30
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Lo ha certificato il rapporto "Donne Manager Italia 2020", come ogni anno presentato in occasione dell’8 marzo: fra il 2008 e il 2019 le donne dirigenti del settore privato sono cresciute del 49%, a fronte di un calo del 10% dei manager maschi. Un dato in assoluta controtendenza, soprattutto rispetto al fenomeno della perdita dei posti di lavoro al femminile che si è registrato a fine 2020, causato anche dalla pandemia.

Lo ha certificato il rapporto "Donne Manager Italia 2020", come ogni anno presentato in occasione dell’8 marzo: fra il 2008 e il 2019 le donne dirigenti del settore privato sono cresciute del 49%, a fronte di un calo del 10% dei dirigenti maschi. Un dato in assoluta controtendenza, soprattutto rispetto al fenomeno della perdita dei posti di lavoro al femminile che si è registrato a fine 2020, causato anche dalla pandemia. Secondo gli ultimi dati Inps, le donne sono oggi il 18,3% dei dirigenti del settore privato, una percentuale certamente ancora deludente, ma compensata dai numeri positivi che si registrano tra le più giovani: se si analizza infatti la fascia d’età che comprende le under 30, la percentuale di donne manager rappresenta il 32,3% del totale, il 28% invece fra le under 40.

Una crescita lenta ma significativa

Certo, la percentuale delle donne dirigenti non è un dato che può far pensare finalmente a un annullamento del gender gap, ma ci sono comunque segnali rassicuranti. In termini assoluti, dal 2008 al 2019 i dirigenti del settore privato sono diminuiti del 3%, ma, come abbiamo detto, la riduzione ha coinvolto soprattutto gli uomini. Invece, nell’ultimo anno, che ha fatto registrare un segnale di ripresa con un +1,1% sull’anno precedente, la crescita è stata soprattutto il frutto della presenza femminile (+5%), a fronte di un risicato +0,2% degli uomini, tendenza che si registra soprattutto nell’ambito del terziario.

I dati territoriali

Tra le regioni più “rosa” si fanno notare il Molise (30%), la Sicilia (25,5%) e il Lazio (24,1%), seguite da Basilicata e Lombardia (20%); in fondo alla classifica Abruzzo (9,3%) e Trentino-Alto Adige (9,2%). Naturalmente le regioni più piccole hanno numeri assoluti molto più bassi rispetto alla Lombardia, che con le sue 10.171 donne dirigenti rappresenta il 48,2% del totale nazionale; entrando ancora più nel dettaglio, è Milano la realtà in cui la presenza delle donne dirigenti è maggiormente concentrata (8.521, 40,4% del totale nazionale). Segnali positivi, che arrivano soprattutto grazie alle politiche di incentivazione del merito e della diversity che ormai da anni vengono portate avanti da multinazionali e grandi aziende, ma che lasciano aperta la questione della presenza femminile nelle medie aziende o in quelle a gestione familiare, che da sempre caratterizzano il mondo produttivo italiano.

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Per scoprire il fenomeno in controtendenza della perdita di lavoro al femminile, leggi il nostro articolo: Fra Covid e She-cession: la pandemia colpisce il lavoro delle donne