Decreto Sostegni bis: le misure a favore del lavoro

  • 26/05/2021
  • 11:00
Tags:
  • Insights

“Il tempo della ripartenza è cominciato” ha dichiarato il presidente Mattarella nel corso di una visita a Cremona. E per agevolare la ripartenza, il governo Draghi ha messo a punto una serie di sostegni per il mantenimento dei livelli occupazionali, inseriti all’interno del cosiddetto Decreto Sostegni bis.

“Il tempo della ripartenza è cominciato” ha dichiarato il presidente Mattarella nel corso di una visita a Cremona. E per agevolare la ripartenza, il governo Draghi ha messo a punto una serie di sostegni per il mantenimento dei livelli occupazionali, inseriti all’interno del cosiddetto Decreto Sostegni bis. Si tratta di un pacchetto di misure che non ha mancato di suscitare discussioni, per esempio per l’assenza totale di un vero ragionamento sulle politiche attive e per il mancato coinvolgimento nel processo di rioccupazione delle Agenzie per il Lavoro, che avrebbero potuto mettere a disposizione il proprio know how in attesa di formare e rendere operativi gli 11mila nuovi addetti che il Ministro del lavoro Orlando ha dichiarato di voler inserire nei centri per l’impiego.

Contratto di rioccupazione

Fra le misure inserite nel decreto, c’è quello che viene definito "contratto di rioccupazione": il datore di lavoro che inserisca in organico un lavoratore disoccupato e lo coinvolga in un percorso di formazione ha diritto a sei mesi di sgravi contributivi, fino a un massimo di 6mila euro. Al termine del percorso, se le parti non recedono dal contratto, il lavoratore è assunto a tempo indeterminato. Il vincolo è che i contratti devono essere stipulati entro il prossimo 31 ottobre, una scadenza che il mondo delle imprese considera troppo ravvicinata per poter essere efficace. Per poter accedere a questa agevolazione bisogna però dimostrare di non aver proceduto, nei sei mesi precedenti, a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi nella stessa unità produttiva.

Blocco dei licenziamenti

Dopo che il ministro Orlando aveva tentato di prorogarlo al 28 agosto, il Consiglio dei Ministri ha trovato una mediazione: lo sblocco dei licenziamenti scatterà a partire dal 30 giugno e le aziende che usciranno dalla Cassa integrazione Covid potranno far scattare eventuali licenziamenti. Il blocco dei licenziamenti rimane però per le aziende che torneranno ad accedere alla Cig ordinaria o straordinaria, senza pagare i contributi addizionali fino al 31 dicembre. Viene dunque fatto salvo il principio per cui l’accesso agli ammortizzatori sociali in forma agevolata implica per le aziende il divieto di riduzione del personale. Per quanto riguarda la Naspi, viene invece congelato fino al 31 dicembre il meccanismo che riduce progressivamente l’indennità a partire dal quarto mese.

Contributo per l'ufficio in casa

Il decreto ha poi recepito un emendamento che ha portato a 516,46 euro l’importo che i datori di lavoro possono erogare ai dipendenti come contributo all’acquisto di beni e servizi. Con questa cifra sarà possibile comprare dotazioni per l’ufficio in casa, come scrivanie, dispositivi per l’illuminazione e sedute ergonomiche.