CuraItalia: quali le misure previste per aziende e famiglie

  • 27/03/2020
  • 09:01
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I contenuti del Decreto CuraItalia, pensato per affrontare le conseguenze economiche di questo periodo, sono stati tratteggiati.

L’iter non è ancora definitivo, perché si attende il passaggio alle Camere. Ma i contenuti del Decreto CuraItalia, pensato per affrontare le conseguenze economiche di questo periodo, sono comunque stati tratteggiati, a partire dalla possibilità per le aziende di chiedere la cassa integrazione. Per questo l’Inps ha chiarito nei giorni scorsi tempi e procedure per la richiesta. Intanto potrà essere richiesta da tutte le aziende, con la causale “Covid-19” nazionale. È retroattiva e potrà coprire sospensioni di attività o riduzioni di orario nel periodo compreso dal 23 febbraio al 31 agosto prossimo, per un massimo di 9 settimane. Sono state anche semplificate le procedure di attivazione: non servirà allegare la relazione tecnica, ma solo l’elenco dei lavoratori beneficiari. E, a differenza da quanto previsto normalmente, potranno beneficiarne anche i lavoratori che non abbiano maturato 90 giorni di lavoro effettivo, purché risultino assunti alla data del 23 febbraio. Per richiedere la CIG ci sarà tempo fino alla fine del quarto mese successivo a quello in cui ha avuto inizio la sospensione dell’attività o la riduzione dell’orario. Per finanziare queste misure il Governo ha messo a disposizione 3,3 miliardi di euro, da ripartire fra le Regioni. 80 milioni di euro saranno invece destinati ai Fondi di solidarietà bilaterali per l’integrazione salariale ai lavoratori.

Famiglie: dalla sospensione mutuo al bonus baby sitter

Per quanto riguarda le misure a sostegno delle famiglie la situazione è ancora in divenire. L’Inps deve ancora stabilire le modalità per erogare il fondo baby sitter, sia per i lavoratori della sanità che a seguire per quelli di tutti gli altri comparti. È però possibile sospendere il pagamento del mutuo per la prima casa: la sospensione può essere richiesta per due volte e per un massimo complessivo di 18 mesi. Gli esperti però suggeriscono di valutare attentamente tutti i pro e i contro, prima di attivare questa possibilità. Perché anche se nessuna norma lo prevede, in passato la richiesta di sospensione delle rate ha determinato poi l’impossibilità di attivare il meccanismo della surroga. In sostanza, chi aveva approfittato della possibilità di rinviare il pagamento delle rate si è poi visto rifiutare lo spostamento del mutuo verso un’altra banca che praticava condizioni più favorevoli.

Per la prima volta la possibilità di sospendere il mutuo è stata allargata anche ai professionisti e alle partite Iva: il requisito è che dichiarino di aver registrato, nel primo trimestre del 2020, un calo di fatturato di almeno il 33% rispetto all’ultimo trimestre del 2019.

Naturalmente queste sono le prime misure messe in campo dal Governo. Nei prossimi giorni e nelle prossime settimane il quadro degli interventi si preciserà e assumerà contorni più precisi. 

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