Ascolto, empatia, gestione del tempo: il buon manager si riconosce così

  • 08/09/2021
  • 17:00
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Quali sono le caratteristiche che fanno di un manager un buon manager? A farsi la domanda (e a cercare le risposte) è stata The Great Place To Work® Italia, la società che da anni stila la classifica delle aziende in cui si lavora meglio.

Quali sono le caratteristiche che fanno di un manager un buon manager? A farsi la domanda (e a cercare le risposte) è stata The Great Place To Work® Italia, la società che da anni stila la classifica delle aziende in cui si lavora meglio. Per farlo ha stimolato la collaborazione di 20 docenti universitari, ai quali ha chiesto di stilare una classifica delle competenze più importanti, quelle indispensabili per navigare fra le onde di un periodo che sicuramente mette a dura prova i manager, alle prese con mercati complessi e competitivi, prodotti con cicli di vita sempre più ridotti, innovazioni tecnologiche da gestire e un capitale umano che mai come ora deve essere supportato, indirizzato, ingaggiato e coinvolto. Fra i docenti coinvolti, Alessandro Sancino, esperto di Public Leadership e professore di Economia Aziendale a Milano-Bicocca, Marco Lombardi, docente di Sociologia alla Cattolica di Milano, Andrea Montefusco della Luiss Business School, Mariano Corso del Politecnico di Milano e Franco Gnocchi, professore di Leadership Development all’Università Europea di Roma.

Il valore dell'ascolto

Forse può sorprendere che i docenti coinvolti nell’iniziativa abbiamo messo in cima alla classifica delle doti necessarie alla leadership l’ascolto attivo, inteso come capacità di accogliere e valutare le opinioni e le proposte di tutti i collaboratori. Eppure, il nuovo modello di management non può che partire dalla capacità di costruire un ambiente che favorisca e stimoli l’apporto di tutte le risorse, e l’ascolto è la condizione indispensabile perché ciò avvenga. Sempre ai piani alti della classifica troviamo il motivational speaking, quindi la capacità di motivare e ispirare fiducia e positività, la gentilezza e la capacità di creare relazioni efficaci all’interno del posto di lavoro. D’altra parte la pandemia ha messo in luce la grande necessità di costruire relazioni significative anche quando è impossibile la vicinanza fisica, e soprattutto l'esigenza delle persone di essere costantemente ingaggiate e coinvolte.

La gestione del tempo

Al quarto posto nella classifica la capacità di leadership collettiva, che non può più essere una leadership gerarchica, ma deve virare verso un modello più collaborativo, in cui il manager diventa anche coach e motivatore. Fondamentale è anche la gestione del tempo (basta riunioni fiume e processi decisionali infiniti…), che richiede ovviamente ottime competenze organizzative e una visione chiara del workflow. Non facile da coltivare la dote collocata al sesto posto della classifica, ossia la capacità di apprezzare e gestire il conflitto, per dare massimo spazio allo scambio di opinioni. Agli ultimi posti troviamo la costruzione di feedback accurati, la comunicazione efficace, l’empatia e la flessibilità. Possibile che un manager riesca a riunire in sè tutte queste capacità? Certamente un compito non semplice, ma usare questa lista come spunto di riflessione può essere un buon modo per migliorare la propria leadership.