Le crisi economiche si combattono meglio unendo cuore e cervello

  • 03/06/2020
  • 15:30
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Carlianne Patrick, economista della Georgia State University, ha studiato quali persone e quali aree geografiche si sono risollevate più velocemente dalle grandi crisi economiche, a partire dalla Grande Depressione fino alla crisi finanziaria del 2009, indicando un percorso da tenere in considerazione in questa fase post-Covid.

La ricerca è stata pubblicata alla fine del 2019, ma non potrebbe essere più attuale. Carlianne Patrick, economista della Georgia State University, ha cercato di capire con il suo studio quali persone e quali aree geografiche si sono risollevate più velocemente dalle grandi crisi economiche, a partire dalla Grande Depressione fino alla crisi finanziaria del 2009. Il quadro che emerge dalla ricerca può apparire in prima battuta scontato, ma in realtà indica un percorso che bisognerebbe tenere in considerazione in questa fase post-Covid.

Il ruolo delle skill personali

Secondo l’economista della Georgia University le persone si riprendono prima da uno shock finanziario (e di conseguenza accelerano i tempi della ripresa economica) a seconda del bagaglio personale di capacità cognitive, relazionali e, in misura minore, motorie, intese come abilità manuali e resistenza a sforzi prolungati. Questo perché le competenze cognitive implicano una maggiore capacità di analizzare le complessità delle situazioni e di trovare soluzioni efficaci anche in momenti di difficoltà. Mentre le qualità relazionali implicano una maggiore predisposizione al lavoro di gruppo, alla gestione del conflitto e anche e soprattutto una migliore qualità della comunicazione. Tutte skill che sono determinanti per gestire una situazione di crisi e per individuare il modo migliore per uscirne. “I dati sull’occupazione”, spiega Carlianne Patrick, “mostrano che nello stesso individuo è più probabile che le capacità cognitive siano unite a buone qualità relazionali. E sono soprattutto le seconde che determinano la velocità con cui una città o un’area geografica riescono a uscire da una crisi economica”.

Le capacità motorie

In generale le persone abituate a un lavoro con una forte componente manuale hanno più difficoltà a sviluppare le capacità cognitive e relazionali, e di conseguenza sono più esposte agli effetti delle crisi economiche. Di conseguenza le aree geografiche dove si concentrano questo tipo di attività generalmente impiegano più tempo per riprendersi. A maggior ragione in questo momento, in cui la robotica e l’intelligenza artificiale stanno sostituendo molta parte del lavoro manuale. Ma, anche se è più probabile che le aree metropolitane dove si concentrano persone con migliori competenze culturali e relazionali, sappiano più velocemente riprendersi dai momenti in difficoltà, non è detto che le aree manifatturiere non possano fare lo stesso. A patto di offrire opportunità di formazione qualificate ai lavoratori con meno competenze cognitive e relazionali, per dare loro gli strumenti necessari a comprendere e affrontare le situazioni di difficoltà.

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