La skill del futuro si chiama antifragilità

  • 21/04/2021
  • 10:00
Tags:
  • Insights

Resilienza, intelligenza emotiva, capacità di lavorare in team, flessibilità… L’elenco delle soft skill necessarie ad affrontare il mondo del lavoro è da tempo al centro della riflessione. La loro importanza è ormai un dato assodato, la loro padronanza è un requisito indispensabile per cavalcare le onde sempre più impetuose del cambiamento.

Resilienza, intelligenza emotiva, capacità di lavorare in team, flessibilità… L’elenco delle soft skill necessarie ad affrontare il mondo del lavoro è da tempo al centro della riflessione. La loro importanza è ormai un dato assodato, la loro padronanza è un requisito indispensabile per cavalcare le onde sempre più impetuose del cambiamento. Fra i molti effetti della pandemia che da un anno stiamo vivendo c’è anche la comparsa di una nuova competenza: si chiama “antifragilità” e secondo gli esperti è essenziale per affrontare momenti di shock come quelli che hanno caratterizzato l’ultimo periodo.

Non solo resilienza

Antifragile. Prosperare nel disordine” è il titolo di un libro scritto ormai nel 2009 da Nassim Nicholas Taleb, filosofo, matematico e docente alla Tandom School of Engineering della New York University. Con una serie di esempi tratti dalla medicina, dalla politica, dall’economia, ma anche dall’alimentazione, l’intellettuale di origine libanese ha costruito una piccola guida per sopravvivere in un mondo dominato dal caos. Ora, dopo lo sconvolgimento che la pandemia ha portato alla vita personale e professionale di ognuno di noi, la guida di Taleb torna prepotentemente di attualità perché la sua antifragilità è qualcosa di più del concetto di resilienza a cui ormai siamo abituati. Se la resilienza è la capacità di resistere ai vari tipi di traumi adattandosi al nuovo contesto per poterlo superare, l’antifragilità è invece la capacità di “nutrirsi” della volatilità e dell’incertezza, degli eventi che introducono forti elementi di discontinuità, per mutare e migliorare. Se, insomma, l’obiettivo della resilienza è quello di far tornare le cose alla normalità con un livello minimo di disruption, quello dell’antifragilità è di modificare lo status quo per migliorarlo. Un obiettivo ben comprensibile: se un evento traumatico mette in crisi il sistema a cui siamo abituati, non ha senso riproporlo, ma, al contrario, si dovrebbe cavalcare il trauma per far evolvere la normalità.

Dallo sport al management

Il concetto di antifragilità è già usato per esempio nella psicologia dello sport: d'altra parte un campione è l’antifragile per eccellenza, colui che combatte quotidianamente per il superamento dello status quo, che evolve, che utilizza tutti gli ostacoli che incontra sul proprio percorso come opportunità di evoluzione. Ma il concetto potrebbe essere molto importante anche per le organizzazioni aziendali e per chi si trova a gestirle per affrontare, per esempio, quel ripensamento dei modelli organizzativi e produttivi (dallo smart working alla supply chain) che nel momento della pandemia hanno mostrato i propri limiti.