Agilità emotiva, la competenza chiave dei leader del futuro

  • 21/01/2020
  • 09:00
Tags:
  • Insights
“Le emozioni? Basta confinarle al di fuori del posto di lavoro”. Susan David, psicologa alla Harvard Medical School, esperta di management e una degli Executive Coach di maggior successo negli Stati Uniti, ne è convinta. 

“Le emozioni? Basta confinarle al di fuori del posto di lavoro”. Susan David, psicologa alla Harvard Medical School, esperta di management e una degli Executive Coach di maggior successo negli Stati Uniti, ne è convinta. Per resistere e crescere in un contesto sempre più complesso come quello attuale, le organizzazioni (e i loro leader) hanno bisogno di trovare uno spazio dove ognuno possa portare le proprie emozioni. Su questo tema la David ha scritto un best-seller, Emotional Agility: Get Unstuck, Embrace Change, and Thrive in Work and Life, in cui spiega perché ha maturato questa convinzione e come poter arrivare a farlo in modo costruttivo.

Lo stress blocca il cambiamento

David parte da una constatazione, legata ai meccanismi di funzionamento della mente umana: ogni situazione non perfettamente conosciuta e codificata, ogni cambiamento crea una reazione automatica di difesa, che tende a mantenere l’esistente. Ancor di più se il cambiamento deve avvenire mentre dobbiamo gestire una mole significativa di informazioni. Non solo: secondo la psicologa americana viviamo in un’epoca che sembra essere dominata dalla “tirannia della positività”, frutto dell’ondata positivista nata con l’avvento di internet e alimentata da quella scuola di pensiero secondo la quale basta pensare positivo perché accadano solo cose belle. Ma per molti di noi l’esperienza quotidiana è fatta anche di emozioni negative: altrimenti non si spiegherebbe perché in questa fase storica la depressione sia la prima causa di disabilità nel mondo.

Accogliere il pensiero negativo

Inutile pensare di poter tenere sotto controllo o addirittura annullare le emozioni negative, sostiene la David. Al contrario, alla base dell’agilità emotiva c’è proprio la capacità, indispensabile per la leadership, di creare uno spazio in cui le persone possano portare le proprie emozioni per farle accettare e condividere con autenticità. In sostanza, inutile far finta che tutto funzioni bene; meglio accettare anche quello che non funziona e cercare di migliorarlo. Un approccio di questo tipo potrebbe migliorare il clima lavorativo e mettere le persone nella condizione di esprimere appieno la propria creatività e capacità di innovazione. Ma non solo: permettere alle persone di esprimere anche posizioni negative può anche evitare errori e passi falsi. Diventa più facile da una parte proporre innovazioni senza timore di essere giudicati, dall’altra però anche mettere in evidenza lati deboli e carenze di proposte fatte da colleghi.